DETTAGLIO

Svizzera, battaglia sull’abolizione del canone

Giovedì, 22 Febbraio 2018

Un dibattito insolitamente acceso sull'abolizione o meno del canone radiotelevisivo continua ad occupare la scena in Svizzera, in vista della votazione popolare del 4 marzo. A pochi giorni dal voto, gli ultimi sondaggi mostrano una risalita a livello nazionale dei no all'abolizione, che sino al mese scorso venivano indicati invece più o meno in pareggio con i sì. La risalita non tocca peraltro la Svizzera italiana, dove il testa a testa rimane, in almeno uno dei due maggiori sondaggi. Quello che conta ai fini dell'esito è naturalmente il voto nazionale - tanto più che nel caso occorre una doppia maggioranza, elettori e cantoni - ma l'incertezza in alcuni regioni elvetiche indica quanto in là sia andata, a sorpresa, l'iniziativa chiamata No Billag (dal nome della società che ha a lungo riscosso il canone).

La raccolta di firme, promossa da dirigenti dei giovani liberali (senza l'appoggio del vertice del partito) e sostenuta anche da giovani Udc (destra nazionalista), è partita in sordina nel 2015 ma ha avuto successo ed ha ottenuto appunto la votazione popolare. L'ultimo sondaggio dell'istituto gfs.bern, commissionato dalla SSR (la radiotelevisione pubblica, appunto) indica che i no all'abolizione del canone sono ora in Svizzera attorno al 65%, mentre i sì sono al 33%, con il 2% di indecisi. Ma, mentre le dimensioni del no e del sì sono simili a quelle nazionali nella Svizzera tedesca e in quella francese, nella Svizzera italiana sia il no che il sì sono a quota 48%.
Lino Terlizzi
(Fonte: http://www.ilsole24ore.com)