DETTAGLIO

Intervista: "RSI, scuola e coronavirus: che cosa ne pensano i ragazzi"

Mercoledì, 15 Aprile 2020

Studiati, corteggiati, inseguiti: i giovani rappresentano un target ambito per il servizio pubblico dei media, perché sono gli utenti da fidelizzare per il futuro. In questo periodo di emergenza e di chiusura delle scuole hanno catalizzato ancora di più l’attenzione e la RSI ha inserito delle proposte mirate nel suo palinsesto. Ma i diretti interessati che cosa ne pensano? Lo abbiamo chiesto a tre allieve di quarta media di Besso che di servizio pubblico dei media se ne intendono: Giulia Pozzi (in centro), Sara Vitali  (a destra) e Alida Frigeri (a sinistra). Lo scorso mese di febbraio due di loro, Giulia e Sara, hanno vinto il concorso cantonale “La Gioventù dibatte”. A seguirle c’era la docente di italiano Aurora Purita, intervistata dalla CORSI negli scorsi giorni (link intervista). Uno dei temi su cui hanno dibattuto era “Si dovrebbe eliminare il canone Radio-TV?”. Una domanda che ha portato i partecipanti a riflettere su ruolo e legittimazione del servizio pubblico dei media. Abbiamo quindi chiesto alle tre ragazze le loro riflessioni e suggerimenti sull’attuale offerta della RSI.  

 

Segui le informazioni proposte dalla RSI sull’emergenza coronavirus oppure usi altri canali per informarti? 

Giulia: “Sì, seguo la problematica legata all’emergenza coronavirus principalmente attraverso i canali informativi della RSI, per tenermi aggiornata, soprattutto in merito alla situazione sul nostro  territorio”. 

Sara: “Seguo le informazioni delle RSI, però tendo a guardare anche altre reti per accedere a un’informazione che sia più neutrale e globale possibile”. 

Alida: “Seguo regolarmente le informazioni proposte dalla RSI riguardanti l’emergenza coronavirus. Utilizzo anche le piattaforme web, per aggiornarmi quotidianamente sulla dimensione mondiale che ha ormai assunto la diffusione del virus”. 

 

La RSI (servizio pubblico) dovrebbe offrire più prodotti didattici dedicati agli allievi delle scuole? 

Giulia: “Parliamo di servizio pubblico e di conseguenza di un prodotto a disposizione di tutti, ma ritengo che la maggior parte dei programmi della RSI siano rivolti agli adulti. A mio parare, mancano prodotti didattici per noi giovani, programmi istruttivi che ci facciano appassionare ai temi attuali e che riescano a incuriosirci così tanto da portarci ad andare oltre, ad approfondire.  
Penso sia la richiesta di molti di noi quella di avere uno spazio dedicato ai giovani, in cui vengono trattati temi “da grandi”, che non per forza sono troppo difficili (come invece si tende a pensare), magari spiegati in modo differente, senza dare per scontati concetti fondamentali e spiegando i termini specifici utilizzati”.  

Sara: “Secondo me non è necessario. D’altronde, il compito della televisione o della radio è quello di divulgare le informazioni, anche perché esistono diversi ordini di scuola che hanno il compito di occuparsi  dell’istruzione. Tuttavia, in questo periodo la RSI potrebbe investire di più in programmi di intrattenimento a sfondo didattico”. 

Alida: “Ritengo che alla RSI non competa proporre programmi didattici, oltre a quelli già proposti (documentari o programmi scientifici).  I media hanno il compito di fornire un’informazione corretta e oggettiva. A mio modo di vedere la RSI, in questo momento di difficoltà, sostiene molto bene l’istituzione scolastica, dando informazioni puntuali e preziose in merito a tutto quanto relativo alla scuola (chiusura, eventuale riapertura, recupero dell’anno scolastico, ecc…)”. 

 

Se sì, che tipo di prodotti sarebbero utili? Documentari, video di lezioni, piattaforme web, video su youtube…e perché? 

Giulia: “La televisione e la radio hanno perso visibilità da parte di noi giovani; siamo sempre più inseriti nel mondo dei social network e di conseguenza opterei più per programmi su piattaforme internet.  Flex della RSI è un esempio di contenuto per giovani molto interessante, che ogni tanto vado a guardare su Instagram. Video su YouTube e contenuti come documentari caricati su piattaforme più vicine a noi giovani (Internet, Instagram) penso siano l’idea più vicina e ottimale per il nostro spazio che tanto desideriamo”.  

Sara: “Credo che il massimo che possa fare la RSI sia dedicare degli spazi a documentari o a programmi che approfondiscano temi attuali che la scuola possa poi utilizzare a proprio vantaggio e per scopi didattici”. 

Alida: “Sarebbe interessante l’offerta di prodotti e servizi informativi per noi ragazzi sotto forma di video informazione e/o piattaforme web, mezzi a noi certamente più familiari e accessibili in ogni momento. La televisione nonché le piattaforme web rivestono nell’attuale contesto mondiale un’importanza sicuramente maggiore rispetto alla radio, in quanto le immagini, seppur talora crude, sono importanti per far giungere un’informazione corretta e veritiera ai giovani”. 

 

Leggi anche le considerazioni sul servizio pubblico dei media espresse dai giovani partecipanti a “La Gioventù dibatte”, intervistati da Raffaele Pedrazzini, studente di italianistica e membro del Consiglio del pubblico. https://www.corsi-rsi.ch/Attualita/News-e-Interviste/News-2020/Ecco-cosa-pensano-i-giovani-del-servizio-pubblico-radiotv-e-del-canone 

Di Giorgia Reclari Giampà, Segretariato CORSI