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A colloquio con Stefano Vassere, supplente Mediatore della CORSI

Lunedì, 24 Settembre 2018

Oggi vi presentiamo Stefano Vassere, direttore delle Biblioteche cantonali e del Sistema bibliotecario ticinese, già attivo in seno alla CORSI per dodici anni sino al 2011 quale membro del Consiglio del pubblico, che ha anche presieduto. Attualmente è supplente del Mediatore CORSI Francesco Galli. (https://www.corsi-rsi.ch/CORSI/Il-mediatore-RSI)

 Questo ruolo di supporto le prende molto tempo?

“In realtà tratto durante l'anno un numero limitato di reclami; di regola il supplente Mediatore subentra là dove il titolare non può occuparsi del caso o non lo ritiene opportuno. L’attività dell’organo di mediazione è comunque relativamente intensa e si fonda su confronti di opinioni e anche in occasione della redazione del rapporto annuale ho l’opportunità di discutere alcuni casi con l’avvocato Galli e di dare un ulteriore apporto.”

Alcuni spunti interessanti emersi nel suo lavoro?

“Un aspetto critico, ma interessante, che emerge ogni tanto nei reclami (contro i programmi RSI) che vengono sottoposti al Mediatore, è quello dell'opinione personale dei giornalisti: fino a che punto essi possono esprimerla? In realtà la normativa attuale concede anche questo: il giornalista può esprimere la propria opinione purché la segnali chiaramente come tale. Al Mediatore, dopo aver sentito il parere delle parti in causa, spetta valutare saggiamente e se del caso ribadire aspetti come questo, non del tutto evidenti per l’opinione pubblica, soprattutto in un’epoca dove il flusso di informazioni e notizie è continuo, variegato e condizionato dalle fake news.  Il servizio pubblico radiotelevisivo deve costituire per il pubblico una garanzia di credibilità”.

“Inoltre, l’attività nella CORSI ha con quella che svolgo per il Sistema bibliotecario ticinese qualche punto in comune: si tratta in entrambi i casi di una missione pubblica; entrambi i compiti richiedono come atteggiamento di base una certa responsabilità civica, perché bisogna rispondere a richieste di servizio pubblico e di verifica della qualità in un qualche modo simili.”

Lei collabora con la CORSI – società cooperativa regionale, che è parte della SSR, dalla fine degli anni novanta: c'è stata un'evoluzione all'interno della società cooperativa?

“Sicuramente ho potuto constatare una maggiore professionalità dei servizi centrali, a partire dal lavoro svolto dal Segretariato. Credo inoltre che la CORSI sia man mano diventata maggiormente attenta ad assicurarsi riscontri sul territorio, promuovendo molte attività non solo a favore del servizio pubblico radiotelevisivo ma anche sul piano della promozione culturale generale; una formula che peraltro funziona molto bene. Bisognerebbe però fare uno sforzo ulteriore per valorizzare ancor meglio il suo ruolo in quanto società regionale, recuperando il mandato originale e comunicando meglio all’esterno la sua missione nei confronti della RSI: continuare a spiegare, ad esempio, la funzione dei vari organi come il Consiglio del pubblico.”

Quale  Mediatore Vassere ha anche uno sguardo acuto e penetrante sulla RSI:

“Trovo prima di tutto, dal mio osservatorio particolare, che siano molto confortanti gli spazi che la RSI dedica alla cultura. Fa parte del mandato di servizio pubblico che l’ente radiotelevisivo si adoperi per avvicinare i giovani alla cultura, sfruttando nuove modalità di fruizione loro proprie. Qui la RSI mi sembra molto attenta. Anche la lingua dei giornalisti è buona; e anzi c’è una cura dichiarata e consapevole della dimensione linguistica, che non mi sembra sia riscontrabile per esempio in Italia. Sono inoltre soddisfatto dello spazio concesso alla letteratura ticinese, diversamente da quanto mi sembra accada per esempio sui giornali, in cui essa trova minor posto. La RSI si distingue per finire anche per l'attenzione dedicata, come da suo statuto, alle altre realtà svizzere. In questo senso essa attua globalmente la finalità insita nel mandato di servizio pubblico nazionale attribuitole, assumendosi una responsabilità verso l'utenza che manca in altri operatori dei media.”

Intervista di Laura Quadri.