DETTAGLIO

Appunti di una serata colorata

Venerdì, 19 Ottobre 2018

di Barbara Camplani

 

“Per la successione della dirigenza mio padre non ha avuto scelta: in casa eravamo tutte donne!”. Così, con umorismo e prontezza di spirito, la presidente della Caran D’Ache Carole Hubscher ha inaugurato il ciclo di incontri organizzato dalla CORSI, dal titolo “Quando il leader è donna”. 

Fin da bambina Carole Hubscher è stata testimone dei cambiamenti attraversati dalla storica azienda ginevrina della sua famiglia, che con le sue matite colorate entra nella vita di ogni bambino svizzero. Da una dirigenza fortemente patriarcale, racconta, ha vissuto il passaggio a una gestione più partecipativa, basata sull’approccio bottom up. Una risorsa, quella del ricorso all’intelligenza collettiva dell’azienda, che oggi conta 300 collaboratori, che resta prioritaria anche e soprattutto ora che Carole Hubscher ha preso le redini di Caran D’Ache.

Madame Hubscher non ha dubitato a contrapporre gli interessi delle multinazionali, che ragionano secondo una logica di profitto individuale, a quelli delle aziende familiari come la sua, dove invece la strategia guarda al lungo termine, al benessere delle prossime generazioni. Da qui derivano scelte anche controcorrente e difficili, come il rifiuto a delocalizzare gli ateliers e l’incentivazione alla formazione dei giovani all’interno della stessa maison, per creare i professionisti del domani. All’interno di questa impostazione aziendale Carole Hubscher vive il suo essere donna e leader con un grande senso di responsabilità. Più che elencare specifiche qualità che le donne dirigenti possono apportare rispetto ai pari uomini, vede il suo ruolo come un modello che contribuisce a educare la collettività circostante: i collaboratori, le proprie figlie, i propri figli.

L’orgoglio di fare parte dell’eccellenza swiss made traspare chiaramente. Ma quale è il segreto di questa eccellenza? Dopo qualche secondo di riflessione, Carole Hubscher afferma sicura: la diversità, una diversità linguistica, culturale e professionale che è capace di farsi rispetto, collaborazione e arricchimento reciproco. Da qui arriva a ribadire l’importanza del servizio pubblico che, declinato nelle diverse lingue nazionali, tutela questo valore. Anche la sua imparzialità e la qualità della sua informazione sono dichiarate fondamentali, affinché ogni singolo cittadino riceva gli strumenti necessari per poi crearsi una propria opinione. Detto da una dirigente che gioca la sua scommessa professionale puntando proprio sulla vitale importanza della creatività contro la consumazione passiva (il bambino con una matita in mano crea, mentre con un tablet consuma), non è poco.