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Giovani conduttori alla riscossa: Federico Soldati

Mercoledì, 19 Dicembre 2018

Volto giovane e noto della RSI, Federico Soldati ha realizzato il sogno di diventare conduttore grazie alle opportunità che l’azienda RSI gli ha offerto. Oggi lo abbiamo incontrato per voi:

Come è iniziata la tua carriera e come sei approdato sugli schermi?

“Fin da bambino ho sempre nutrito un grande interesse per il mondo dello spettacolo. Ho iniziato dilettandomi come giocoliere (ho anche frequentato un corso alla scuola Dimitri) per poi spostare il mio interesse sulla magia e sul mentalismo. Dopo il militare ho sentito il bisogno di lanciarmi in nuove sfide e, dato che il mestiere di presentatore televisivo era da sempre un mio sogno nel cassetto, per ben cinque anni ho partecipato a numerosi casting proposti dalla RSI. All’inizio non ho avuto successo ma poi, finalmente, ho superato tutte le selezioni e sono stato scelto per la conduzione de “Il Rompiscatole”. È stato sicuramente uno dei momenti più emozionanti della mia vita!”

Cosa può offrire la RSI ad un giovane? Perché hai scelto di iniziare proprio da qui?

“La RSI è sempre stata la televisione di famiglia. Sono cresciuto con i suoi programmi e dopo cena i quiz erano un appuntamento fisso per me e i miei fratelli. Quando ho deciso di tentare la strada del presentatore televisivo è stata quindi una scelta naturale cercare di approdare alla RSI. Per me ha sempre rappresentato il territorio ma soprattutto è una televisione che ha sempre cercato di farsi apprezzare da un pubblico misto, proponendo programmi adatti a tutte le età. Proprio per questo penso che la RSI abbia sempre dato importanza ai giovani presentatori, che meglio di tutti possono capire come rivolgersi alle nuove generazioni.”  

Ti hanno aiutato all’interno della RSI a diventare un buon presentatore o hai dovuto “rubare il mestiere”, osservando i colleghi?

“Vorrei premettere che, a differenza della magia (un campo in cui lavoro da più di quindici anni), il presentatore televisivo è un lavoro al quale mi dedico da poco tempo. Sento, quindi, di dover imparare ancora tanti “trucchi del mestiere”. Per fortuna fin dall’inizio la RSI mi ha messo a disposizione formatori molto in gamba che mi hanno permesso di accelerare la mia crescita in questo mondo. Osservare i colleghi più bravi è sempre cosa buona e giusta ma, in generale, preferisco tentare di sviluppare un mio stile personale, per cercare di valorizzare al meglio la mia personalità.”

Quando incontri delle difficoltà nel tuo mestiere di conduttore come le gestisci?

“Penso che il miglior modo di gestire le difficoltà in televisione sia quello di concentrarsi sugli aspetti divertenti, di saper fare dell’autoironia e di riuscire a sdrammatizzare la situazione. In altre parole, di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e mai mezzo vuoto. D’altra parte è inevitabile doversi confrontare con problemi e quindi, quando ciò accade, bisogna essere in grado di improvvisare, voltare subito pagina e concentrarsi sul quello che deve ancora venire. Inoltre, alla fine di ogni puntata, è molto importante ascoltare le critiche e i consigli del produttore, che sono utilissimi per crescere e migliorarsi.”

È facile fare carriera alla RSI o c’è troppa competizione?

“Come in ogni lavoro penso che per fare carriera ci vogliano tanta dedizione, un po’ di talento e un pizzico di fortuna. Il talento e la fortuna ci vengono attribuiti alla nascita e difficilmente si possono influenzare. La dedizione, invece, è un potenziale latente che ognuno di noi può sfruttare bene o male a proprio piacimento, influenzando direttamente il proprio destino e le chances di successo. Credo che lo stesso valga per la RSI. C’è una sana concorrenza, come in ogni azienda, ma è proprio questo lo stimolo necessario per dare il meglio di sé!

Meglio mentalista o conduttore? Come vedi il tuo futuro?

“È vero che sono un mentalista, ma in questo caso preferisco non fare previsioni sul futuro. Il mio obiettivo è sempre stato quello di lavorare divertendomi il più possibile e per ora, fortunatamente, ci sono sempre riuscito. Continuerò ad impegnarmi al massimo in tutti i miei lavori e lascerò che sia il mio destino a propormi le sue occasioni. Inoltre, da un paio d’anni a questa parte ho anche lanciato FlyTicino, una piccola attività in cui offro voli tandem col parapendio in mia compagnia. Anche in questo campo, seppure molto diverso dai due precedenti, desidero crescere e ampliarmi. Personalmente mi piace vivere di passioni e non avere mai l’impressione di lavorare veramente!”

Conosci la CORSI e la sua funzione? Che ne pensi?

“Certo, conosco bene la CORSI e ritengo che il suo ruolo principale, quale rappresentate (indipendente) dell’opinione del pubblico che segue la RSI, sia molto importante. Nel corso del mio lavoro quale presentatore mi sono reso conto che le impressioni dei professionisti non sempre coincidono con quelle del grande pubblico. È quindi fondamentale poter confrontare le analisi dei primi con quelle dei secondi, in modo da disporre di una cartina tornasole più autentica riguardo all’andamento dei programmi. Ammiro il vostro lavoro e vi faccio i miei migliori auguri per il futuro!”

Intervista di Laura Quadri.