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“Quando ero in Cina quello che mi mancava di più era un servizio pubblico radiotelevisivo di qualità e affidabile”

Mercoledì, 31 Ottobre 2018

Quando ero in Cina quello che mi mancava di più era un servizio pubblico radiotelevisivo di qualità e affidabile”. È con queste parole che Silvio Napoli, Presidente del CdA di Schindler Group – invitato dalla CORSI – ha ricordato ieri sera, davanti a circa 200 persone, i primi passi di Schindler a livello globale.

L’intervistato, tra aneddoti personali, ricordi, ma anche auspici per il futuro, si è soffermato – grazie alle sagaci domande di Lino Terlizzi – sulla presenza del Gruppo in Svizzera ed in particolare in Ticino, sul ruolo del digitale nel settore degli ascensori e delle scale mobili, sulle sfide poste dalle nuove tecnologie e sulle trasformazioni nel mondo del lavoro. Non è neanche mancata una riflessione più generale sul servizio pubblico radiotelevisivo dal punto di vista di un affermato dirigente dell’economia privata quale Napoli. A questo proposito gli abbiamo anche chiesto cosa significhi esattamente per lui avere un servizio pubblico radiotelevisivo di qualità e connotato da affidabilità. Ci ha risposto così:

Per me affidabilità e qualità significano tre cose molto specifiche, sulle quali ho avuto modo di riflettere nei miei tanti viaggi in giro per il mondo. Parlo dalla prospettiva di qualcuno che ha visto tanti modi di fare televisione e radio. Affidabilità e qualità significano: informazione in tempo reale; informazione elaborata ma non filtrata e, da ultimo, di raggio mondiale e non solo locale.”

Un’altra domanda: la RSI come azienda si ritrova nella situazione di dover affrontare dei tagli. Che ne pensa?

Penso che i tagli debbano essere affrontati in modo razionale. In quanto dirigente devo purtroppo dire che a volte i tagli sono necessari, ma tutto va fatto per creare valore. In questo senso, confido che alla RSI sapranno come gestirli, usando la tipica ragionevolezza svizzera. Per la sopravvivenza dell’informazione indipendente e di qualità ci vuole anche una certa sostenibilità finanziaria e questa va assicurata, anche se può risultare difficile e, appunto, implicare dei tagli.

Lei ha anche detto, durante l’intervista, che spesso le aziende sono dipinte dal mondo politico come delle organizzazioni volte allo sfruttamento. Quanto conta l’appoggio dei mass media per una percezione corretta del mondo aziendale?

L’azienda, nel senso originale del termine, crea valore, impieghi e fa parte del tessuto sociale, permettendo ai cittadini di contribuire con le loro mani e le loro teste alla crescita economica. Il giornalista deve tener conto di questo. Non bisogna, per associazione di idee, fare di tutta l’erba un fascio: ci sono certo aziende che non vanno bene e usano metodi scorretti, ma non è detto che questo valga per tutte.

Intervista di Laura Quadri.