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Quando serie web fa rima con successo: “La strategia dell’acqua”

Giovedì, 19 Luglio 2018

Ben 11 premi al “Rome web awards”, tra cui quello per la miglior regia e per il miglior cast, nonostante in concorso ci fossero 92 opere provenienti da 27 Paesi di ogni angolo del mondo. Dall’inizio dell’anno, i numeri sono ancora più incredibili: 28 nomination e 15 riconoscimenti ottenuti in varie sedi. Un successo forse inaspettato per la serie web RSI “La strategia dell’acqua”? Non del tutto: con piglio ironico e dissacrante, la serie affronta in modo originale il problema dell’arrivo del potere cinese nel mondo finanziario svizzero e, inoltre, permette di lanciare uno sguardo nel complicato mondo bancario, come ci spiega il suo regista Fabio Pellegrinelli:

“I premi e le critiche positive che stiamo riscontrando nei vari festival internazionali sono sicuramente delle piacevoli sorprese. Nei prossimi mesi speriamo di portare a casa qualche altro premio! I tre autori (Antonella Anastasia, Samuela Lepori e Andrea Stephani) hanno proposto un soggetto che tratta temi seri come il lavoro e la crisi economica, affrontandoli però con un piglio comico e a tratti surreale. L’ispirazione iniziale è giunta dal trattato cinese di tattica militare L’Arte della Guerra, scritto da Sun Tzu. Il grande stratega cinese ha scritto: “Occorre assumere La forma dell’acqua. Come l’acqua varia il percorso per adattarsi al terreno, così gli eserciti costruiscono le vittorie adattandosi agli eventi.”

Il consiglio è quindi quello di imitare l’acqua: essa si adatta ai terreni e alle situazioni che incontra, trasformando la sua forma ma mantenendo la sua essenza. Bisogna fare la stessa cosa nel mondo del lavoro, che continua a mutare a causa della tecnologia e della globalizzazione ed è dominato dal meccanismo della competizione. Una sorta di guerra quotidiana. Non a caso il libro “L’arte della guerra” viene oggi letto e studiato da finanzieri e professionisti di ogni genere. La nostra idea non è dunque così insolita.”

 

Ma l’originalità del tema non è l’unico tratto caratteristico della serie: essa è infatti nata all’interno del web series LAB organizzato dalla RSI nel 2015, un corso dove aspiranti sceneggiatori e scrittori hanno potuto confrontarsi con autori affermati e sviluppare diversi progetti:

“Il web series Lab è sicuramente un’iniziativa da riproporre. La possibilità di stimolare e far crescere nuovi autori è fondamentale per il nostro piccolo territorio. Da queste iniziative possono nascere nuovi talenti e idee originali. Credo che la realizzazione di una serie web permetta una maggiore sperimentazione del linguaggio audiovisivo e la possibilità di affrontare certi temi in modo meno convenzionale. In generale la critica è più indulgente, forse perché si tratta di prodotti low-budget. La mancanza di soldi, a volte, può stimolare la creatività e far nascere idee inattese e interessanti. Altre volte la carenza di mezzi economici diventa un ostacolo, in questo caso, bisogna “assumere la forma dell’acqua” e adattarsi alla situazione. Non solo chi produce serie web è confrontato con un contingente ridotto: anche la RSI si trova ora confrontata con dei tagli finanziari e la mancanza di risorse può essere uno stimolo.”

Intervista di Laura Quadri.