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Il Consiglio del pubblico: intervento di Raffaella Adobati Bondolfi, presidente del Consiglio del pubblico CORSI, Assemblea dei soci CORSI 2019

Mercoledì, 05 Giugno 2019

Vi proponiamo l'intervento di Raffaella Adobati Bondolfi, presidente del Consiglio del pubblico CORSI:

Cosa è e cosa non è il Consiglio del pubblico della CORSI

Ogni anno il Consiglio del pubblico monitora una quindicina di programmi redigendo altrettanti rapporti. Ne discute con la RSI e successivamente li pubblica per condividerli con i soci CORSI e con la società civile e contribuire così anche ad animare il dibattito pubblico sulla qualità dell’offerta, oltre che a rendere conto con trasparenza del proprio operato.

Uno degli elementi identificativi del servizio pubblico e che lo distingue anche dal resto dell’offerta è la vigilanza popolare e democratica, che la società civile può esercitare nei confronti del servizio pubblico. Un tassello di questa vigilanza è il Consiglio del pubblico. Ovviamente il Consiglio del pubblico non ha l’esclusiva di questo compito, lo dimostra il vivace dibattito pubblico. A chi ci rimprovera di non capire nulla di radiotelevisione rispondiamo che siamo un organo di milizia e che la competenza radiotelevisiva richiestaci per svolgere il nostro compito è la competenza di fruitori attenti, assidui e con senso critico.

Il Consiglio del pubblico è espressione di un’utenza che ha a cuore il servizio pubblico, che lo segue con interesse e che attraverso il proprio parere di fruitore, vuole contribuire a garantire un servizio pubblico di qualità, indipendente, riconoscibile e forte.

Il Consiglio del pubblico non fa programmi e non si sostituisce a chi li fa. Non insegna ai professionisti a fare il proprio mestiere. Nella sua funzione consultiva di organo di vigilanza sui programmi analizza da esterno e con senso critico l’offerta editoriale, formula osservazioni e suggerimenti, solleva interrogativi, segnala punti di forza e fragilità, propone una prospettiva o una chiave di lettura di diversa. Certo la RSI ha già i propri meccanismi interni di verifica e, lo sappiamo, la RSI è capace di offrire grande qualità. Ma il confronto è pure un modo per capire se il programma, visto anche con altri occhi, funziona o no nell’ottica del servizio pubblico. E poi forse dovremmo anche chiederci: sarebbe giusto se chi produce come servizio pubblico fosse automaticamente il solo controllore di ciò che produce? Il Consiglio del pubblico non boccia, non stronca senza appello, non censura programmi e non ne chiede la chiusura; basterebbe leggere con attenzione i nostri rapporti per capirlo.

Il Consiglio del pubblico è idealmente espressione del pubblico, non ha aspirazioni di rappresentatività statistica, ma la sua composizione vanta un’ampia eterogeneità di sensibilità, percorsi professionali e di vita e ambiti di competenza.

Non siamo sondaggisti. Il mi piace o non mi piace, il vorrei o non vorrei non sono il metro di misura del Consiglio del pubblico. Gli indici d’ascolto nemmeno. I sondaggi sui gusti individuali li fanno, legittimamente, l’Azienda e le società di marketing. Il nostro compito è un altro e consiste nell’analizzare l’offerta radiotelevisiva per rapporto a quanto deve offrire all’insieme del pubblico, per rapporto ai valori che il servizio pubblico deve veicolare e per rapporto all’aderenza alla concessione.

Nell’era della digitalizzazione, per la società civile ci sono naturalmente mille modi e mille canali per dialogare direttamente con la RSI e la CORSI sta facendo delle riflessioni proprio anche su come inserirsi come valore aggiunto in questo nuovo spazio di discorso pubblico. Parte di questo valore aggiunto sta nel lavoro del Consiglio del pubblico, che ha il compito di raccogliere, strutturare ed elaborare il parere e le attese del pubblico, inserendoli in una riflessione più ampia e articolata sui valori e sulle finalità del servizio pubblico.

Il Consiglio del pubblico lo fa con regolarità e continuità, cercando di abbracciare i vari ambiti e i vari programmi dell’offerta RSI e a chi ci rimprovera di essere strumentali, rispondiamo che il nostro lavoro e il nostro impegno sono funzionali esclusivamente alla garanzia della qualità e dell’indipendenza del servizio pubblico e alla promozione dei suoi valori.

Vi ricordiamo che i risultati dell'assemblea sono consultabili QUI.