DETTAGLIO

Il servizio pubblico e la parità di genere: I parte

Mercoledì, 13 Novembre 2019

L’informazione per combattere le barriere culturali

L’informazione è sempre stata, ed al giorno d’oggi lo è ancora di più, il vero motore del cambiamento. Capace di forgiare paesi interi senza i tempi biclici che i processi culturali quasi sempre richiedono.

Ecco che quando l’informazione diventa servizio pubblico declinato secondo valori etici, il risultato è la speranza che il tessuto sociale possa fare significativi balzi in avanti verso la civiltà.

E’ il caso del ciclo di conferenze della CORSI dedicate a “Quando il leader è donna”.

La scelta da parte della società cooperativa per la RSI verso un tema simile non è casuale: è solo di pochi mesi fa lo sciopero indetto in tutta la Svizzera per combattere le disparità di genere che comunque impattano tutta la società in termini di contributi sociali da versare e di rinuncia ai contributi delle donne stesse.

E che il fenomeno sia non solo attuale ma da arginare lo dimostrano i numeri: tra il 2010 e il 2018 la differenza della parte inspiegabile della differenza salariale tra uomini e donne è aumentata dal 37.6% al 42.9%. Questo scarto risulta ancora maggiore nella stampa, dove raggiunge il 65,6%.

Infatti, nonostante l’evoluzione della condizione femminile nella società occidentale, la donna si trova a fronteggiare le medesime sfide di un tempo. La disparità salariale, il soffitto di cristallo, l’esigua rappresentatività e le difficoltà strutturali nella conciliazione dei ruoli professionali e privati assunti sono ormai questioni classiche ma non archiviate. Si fa sempre più urgente la necessità di riflettere sul ruolo che la donna esercita e sulle potenzialità che il suo contributo può offrire alla società contemporanea. Una società in cui la crisi economica, il pluralismo dei valori di riferimento, la frammentarietà e la complessità diffusa chiamano necessariamente ad una maggiore apertura verso il pensiero della differenza, una differenza che trascende tutte le altre: quella di genere. Esplorare i vincoli culturali e strutturali, che ancora limitano la piena espressione e valorizzazione femminile, può consentire l’elaborazione di nuove strategie finalizzate non solo alla realizzazione della donna in quanto persona, ma anche della società in quanto democratica. In Svizzera ma non solo qui, la presenza femminile nel mondo del lavoro è ancora troppo bassa, soprattutto se confrontata con i livelli europei, e lo è ancora di più se riferita ai livelli più elevati delle posizioni organizzative e di rappresentanza.

Ebbene in questo caso il servizio pubblico e l’informazione data dalla RSI possono eleggersi a strumenti per il superamento delle barriere culturali. L’idea di intervistare donne di grande e riconosciuto successo del mondo dell’imprenditoria, della politica, dell’arte dimostra che le donne sanno essere ai vertici di ogni organizazzione. E tuttavia essere donne, mamme e manager pone l’accento su temi molto delicati quali la responsabilità sociale e la conciliabilità lavoro-vita familiare fino al tema dei temi, cioè le pari opportunità.

Perchè il problema non è fare il medesimo lavoro di un uomo (escludendo evidentemente quell’uomo che si trova nella stessa situazione di una donna-mamma) ma farlo in diverso modo.

“Il mondo, soprattutto quello maschile

(si pensi alla finanza) è pronto

a qualcuno che organizza

il lavoro diversamente

pur, s’intende, centrando l’obiettivo?”

Evidentemente si tratta di cambiare approccio al modo di lavorare. Essere più efficienti e tener conto di altre realtà oltre l’ufficio. E di questo si deve fare carico un servizio pubblico sensibile non solo ai cambiamenti in atto ma che, riconoscendo il valore che un cambio di paradigma sociale avrebbe, si incarica di promuoverlo cosi’ da portare il suo pubblico a riflettere.

Negli ultimi tempi nonostante gli sforzi di sensibilizazzione, un monitoraggio condotto dalla CORSI sulla percezione dei programmi su questioni di genere dimostrano che la strada è ancora lunga

Di certo il servizio pubblico può fare molto con la sua forza educativa e il potere insito nel fare e dare informazioni. La CORSI ha il compito di animare in seno alla società civile il dibattito perchè i cittadini siano i fruitori responsabili, critici e attivi del servizio pubbico televisivo e di porsi come mediatore tra la RSI e il pubblico raccogliendo umori e segnalazioni e convogliandole nella attività di analisi e riflessione dei propri organi per poi portarli alla RSI.

 

Donne Leader: Carole Hubscher, Heidi Tagliavini, Bice Curiger

Carole Hubscher e la forza della tradizione

La prima donna leader intervistata è rassicurante come solo le persone di successo sanno essere. Carole Hubscher guida un’azienda come la Caran d’Ache con mano ferma e pacatezza. È molto lontana dal modello del manager spietato alla Gordon Gekko in Wall Street, eppure incarna la modernità nel senso letterale del termine, perchè credendo nel cambiamento sa che ciò necessità adattamento. La Hubscher nella bella intervista condotta da Moreno Bernasconi e qui visibile https://www.youtube.com/playlist?list=PLcAL3f0SjlDs4L_Yp7XT0YX7GuBUUmugG ha parlato dell’importanza di elementi come il comportamento simbolico del leader, la comunicazione verbale e non verbale, il richiamo ai valori, la motivazione dei collaboratori, l’empowerment, la fiducia e la guida. Quindi la leadership non è neutra, ma esistono caratteristiche ed inclinazioni più facilmente riscontrabili nelle donne rispetto agli uomini. Queste particolarità sono prossime agli elementi che descrivono la leadership trasformazionale, considerata la più efficace in contesti di rapido mutamento come quello attuale.

Certo potremmo asserire che ogni soggetto ha i suoi talenti, eppure la stessa Carol Hubscher fa riferimento ad atteggiamenti altruistici, cooperativi, di sostegno che lungi dall’essere una debolezza rappresentano la vera forza di donne come lei. Donne che fanno dell’ispirazione il motore del lavoro.

Heidi Tagliavini

La seconda intervistata è Heidi Tagliavini, una signora dallo charme francese, dal cuore italiano e dalla disciplina tedesca che aveva l’ammirazione di Kofi Annan, grande figura del ‘900 e Segretario delle Nazioni Unite per ben due volte e Premio Nobel per la Pace.

La signora Heidi Tagliavini suscita grande ammirazione e rispetto nelle cancellerie dei principali Paesi del mondo, perchè alla sua bravura e alla sua tenacia si deve, fra l’altro, la conclusione degli Accordi di Minsk fra Russia, Ucraina e i Paesi dell’OSCE volta a porre fine alla guerra dell’Ucraina orientale. Grande conoscitrice dei Paesi dell’Ex Yugoslavia, del Caucaso e della Russia, la diplomatica è una leader defilata che fa un lavoro da sempre appannagio degli uomini soprattutto in sedi pericolose  come quelle dove ha operato Heidi Tagliavini.

Eppure più che dei suoi successi, nella sua intervista cita spesso la parola “pace” come bene supremo da perseguire, arrivando a disapprovare l’esportazione di armi in zone di conflitto da parte dello Stato Svizzero perchè contrario al principio di neutralità.

 

Bice Curiger

la CORSI ha poi intervistato la potentissima critica d’arte Bice Curiger che ha curato una bellissima edizione della Biennale di Venezia, creato la rivista di settore Parquett e che oggi è la direttrice artistica della Fondazione Van Gogh di Arles. Legata alla comunità italofona, di cui si sente parte, incarna perfettamente la donna moderna. Realizzata e perfettamente padrona del suo spazio.

Nel corso dell’intervista ha dato prova di come una competenza davvero importante in campo artistico possa sposarsi con la grazia e la comprensione dell’arte antica e di quella contemporanea per cui dimostra particolare inclinazione. Dice che arte e conformità non vanno di pari passo dimostrando anche in questo caso la propensione al cambiamento visto in Heidi Tagliavini e in Carole Hubscher. Ma durante l’intervista si leggono tra le righe gli sforzi compiuti dalla Curiger per imporsi in un mondo ove le donne venivano direzionate verso la storia dell’arte e l’insegnamento.

Ed ecco che ritornano i temi della perseveranza e dell’audacia. D’altro canto, la parità di genere è già realtà nelle mansioni impiegatizie ma sono le posizioni apicali quelle ancora difficilmente raggiungibili. Bice Curiger conferma il dato: lei stessa reputa che a parità di valore le donne, nel panorama artistico, avrebbero meritato di brillare o di brillare di più.

 

Le tre donne intervistate sono, come si dice oggi sbrigativamente, “influenti”. Dal canto mio preferisco definirle “esemplari”, perché nel loro lavoro metteno competenza, determinazione, unita a tanta passione e alla semplicità di chi crede in un progetto per i valori che l’hanno ispirato, nella consapevolezza che ciò richiede anche la sensibilità nei rapporti verso le persone con cui si collabora e verso le Istituzioni alle quali si deve rispetto e lealtà.

E’ evidente che in questo panorama il ruolo formativo e informativo di un servizio pubblico televisivo di qualità è fondamentale. Si può essere donne con le qualità di cui il genere è dotato ed essere capitani di industria, diplomatici e critici d’arte di altissimo livello. Senza snaturare il ruolo ma arricchendolo d’ispirazione e condivisione. Il che, in un mondo in perenne trasformazione, fa la differenza.

Nel prossimo appuntamento ci le donne leader intervistate saranno: Petra Gössi, timoniera dei liberali svizzeri; Vania Alleva, presidente del più grande sindacato svizzero; Doris Leuthard;  autentica interprete della politica svizzera”