DETTAGLIO

I giovani e la politica: è davvero una situazione critica?

Mercoledì, 02 Maggio 2018

Nelle scorse settimane è stato pubblicato un sondaggio (Easy Vote) riguardante i giovani e la politica dal quale emergeva che i ragazzi sono sempre meno interessati a questo ambito, importantissimo per l'intera società.

Ma...  c’è forse un modo migliore per capire il rapporto tra giovani e politica, se non quello di chiederlo direttamente a loro? Vittoria Besomi, classe 1996, dopo il certificato di contabilità cantonale ha lavorato presso lo Stato Maggiore Risorse Umane della RSI tra il 2016 e il 2017, per poi successivamente collaborare all’organizzazione degli eventi CORSI in vista del voto No Billag. Grazie a queste esperienze, Vittoria ha avuto modo di riflettere a lungo sul suo legame con la politica:

 “Da quando ho  18 anni  mi informo regolarmente sugli oggetti in votazione per esprimermi con  consapevolezza. Credo fermamente nella forma di democrazia diretta del nostro Paese e nelle sue risposte puntuali ai bisogni della popolazione. Il fatto di poter partecipare al dibattito politico quando ne ho l’occasione, rappresenta per me un elemento chiave di crescita individuale”.

Ma ci sono dei consigli  ai coetanei che si trovano a dover votare per la prima volta?

 “Personalmente, prima di ogni votazione cerco di assimilare tutte le informazioni possibili, in modo da ritrovarmi davanti all’urna con una decisione ragionata.  L’offerta multimediale della RSI fa parte dei miei canali di riferimento privilegiati, la ritengo neutrale e non faziosa nell’ offerta informativa. Le fake news? Fanno parte anch’esse del processo democratico, ma se una persona è sufficientemente preparata, penso che non rappresentino una minaccia alla democrazia. Ad esempio, nella campagna No Billag  mi hanno stupito la carbietà degli iniziativisti e le argomentazioni emozionali che hanno portato a sostegno dell’iniziativa. Avendo lavorato, seppur per breve tempo ,alla RSI  ho provato senzazioni di  disagio e incredulità verso accuse totalmente infondate, aggressive e non comprovate dai fatti. Ma anche questo è il frutto di un Paese libero dove, giustamente, tutti possono esprimere il proprio parere, per poi lasciare che il popolo decida”.

Eppure, da un sondaggio condotto di recente da EasyVote emergono alcuni dati preoccupanti: i giovani sarebbero sempre meno informati e più diffidenti nei confronti dei media, e nello specifico sempre meno incuriositi dai temi politici. “In realtà, servirebbe un approccio più creativo alla politica, sfruttando i canali privilegiati dai giovani, in particolare i social media. Vanno spiegate le cose in modo semplice ed efficace, senza eccedere in tecnicismi poco graditi ad un pubblico giovane. Si potrebbe anche pensare ad un potenziamento del rapporto fra i media e le scuole con un progetto che denominerei  “La civica siamo noi”,  orientato a creare interesse per la politica nel mondo giovanile”. 

Per finire, Vittoria ci accenna alle sue  esperienze lavorative, molto ricche e soddisfacienti: “Definirei la RSI fiore all’occhiello della nostra realtà, perché al contempo ci informa, ci diverte e ci arricchisce culturalmente. L’ambiente di lavoro è ottimo e si fonda su collaboratori volonterosi e fortemente motivati. C’è passione nel lavoro e voglia di eccellere, si investe anche sui giovani e il settore della formazione non risparmia energia per farli crescere; penso al progetto dell’Accademia RSI, alla possibilità di compiere stage e apprendistati mirati. Chiaramente servono idee e azioni concrete per fidelizzare il pubblico giovane: se il progetto SPAM ha conseguito ottimi risultati, penso che l’informazione giornaliera potrebbe essere fatta con taglio meno istituzionale e più vicino ai nostri interessi; si potrebbe pensare anche a un resoconto dei fatti salienti della settimana in chiave pseudo umoristica, magari realizzato da giovani talenti nativi digitali”. Da ultimo il lavoro alla CORSI: “In realtà, durante la Campagna No Billag a volte ho avuto l’impressione di una certa mancanza di collaborazione fra  RSI e CORSI , dovuta sicuramente al fatto che fosse un periodo molto impegnativo e stressante per entrambe le parti. La nostra Cooperativa per la Radiotelevisione è molto abile nell’organizzazione e nell’allacciare i  contatti, ma per divulgare i contenuti deve essere affiancata dalla RSI, ovvero da collaboratori motivati che si prendano a carico seriamente questo impegno. Perché aderire alla CORSI? Ebbene, in primis per capire i meccanismi aziendali del servizio pubblico e soprattutto per partecipare in modo riconosciuto alle scelte  di una grande azienda quale la RSI: quindi  ….giovani, fatevi avanti!”.

 

Sondaggio: https://www.corsi-rsi.ch/Attualita/News/News-2018/Giovani-e-Politica-il-sondaggio

Articolo apparto sul Corriere del Ticino: https://www.corsi-rsi.ch/content/download/8674/33342/file/Politica-Giovani--diffidenza-e-meno-sete-d-informazione.pdf

Intervista di Laura Quadri.