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Giovani e informazione: sfida epocale

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public value

Il valore pubblico dell’offerta SSR

La SSR ha lanciato un progetto di dialogo per raccogliere le aspettative della società nei confronti del servizio pubblico dei media

Da rivedere

Informarsi è faticoso? Ecco che cosa ne pensano i giovani

Due dati sono bastati per inquadrare la situazione in apertura dell’evento CORSI – ATG “Giovani e informazione: sfida epocale” trasmesso in streaming ieri sera: il 75% delle persone tra i 18 e i 25 anni si informa solo su internet e oltre la metà dei giovani adulti può essere considerata “deprivata dalle notizie”, cioè non le cerca attivamente ma ci si imbatte per caso navigando sui social. I numeri, citati dal moderatore Roberto Porta (presidente dell’Associazione ticinese dei giornalisti) arrivano dall’Università di Zurigo e inquadrano bene il rapporto critico tra nuove generazioni e media, incluso il servizio pubblico.

Ma i diretti interessati che cosa ne pensano? Quattro universitari italofoni (due ticinesi e due grigionesi) si sono confrontati in un’animata tavola rotonda raccontando come si informano, che cosa pensano dei media tradizionali, dei social media, della RSI e di molto altro ancora. È intervenuto anche Reto Ceschi, responsabile dell’Informazione RSI, per spiegare che cosa fa (o dovrebbe fare di più) il servizio pubblico per coinvolgere le nuove generazioni.

Come si informano e che cosa ne pensano i giovani delle sfide dei media e del servizio pubblico?

Il terzo a rispondere, nella serie di mini interviste ad alcuni universitari della Svizzera italiana che studiano oltre Gottardo, in vista dell’evento del 15 aprile (scopri di più e iscriviti qui!) è Karin Trovò.